La Consulta delle Fondazioni di origine bancaria umbre supporta Il progetto Sostegno Donna: aiuti mirati per evitare il rischio usura

 

La Consulta delle Fondazioni di origine bancaria umbre supporta Il progetto Sostegno Donna: aiuti mirati per evitare il rischio usura

Presentata in data 7/10/2026 la seconda edizione del progetto Sostegno Donna che intende offrire aiuti concreti, attraverso il pagamento di piccoli debiti e spese essenziali, con contributi fino a circa 2.000 euro e una soglia ISEE fissata a 20.000 euro. L’obiettivo è evitare che difficoltà economiche temporanee si trasformino in condizioni di dipendenza o in situazioni di usura, un pericolo alimentato dalla vulnerabilità finanziaria.

La modalità di erogazione non prevede contributi a fondo perduto: le somme fornite devono essere restituite secondo modalità sostenibili per l’utente, poiché i rimborsi alimentano un circuito virtuoso che consente di assistere ulteriori persone e favorire quindi la sostenibilità del sistema di aiuti.

Durante la conferenza, la presidente Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza strategica di questa deliberazione: «Abbiamo voluto deliberare proprio oggi il contributo annuale alla Fondazione, per dare un segnale concreto di conferma del nostro sostegno. Questi 200mila euro significano tante vite salvate. Il lavoro della Fondazione salva letteralmente la vita delle persone. Dietro ogni intervento ci sono storie e situazioni delicate, che devono essere rispettate e tutelate.» Ha inoltre ringraziato apertamente il presidente Cardella, la Fondazione e le istituzioni universitarie per la collaborazione nata in questo ambito.

Il presidente della Fondazione, Fausto Cardella, ha evidenziato la necessità che queste forme di assistenza non scadano in assistenzialismo: «L’autonomia economica è una condizione fondamentale della libertà personale. Nella mia precedente esperienza professionale ho incontrato situazioni nelle quali la dipendenza economica rendeva più difficile, per una donna, sottrarsi alla violenza e alla sopraffazione. Questo progetto nasce anche da quella consapevolezza. Il nostro principio è quello dell’assistenza, non assistenzialismo: aiutiamo a superare una difficoltà e chiediamo una partecipazione responsabile. Le somme restituite tornano in circolo e permettono di sostenere altre donne.»

Cardella ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione istituzionale con le Università, spiegando che «anche un piccolo aiuto può consentire a una studentessa di continuare gli studi e costruire il proprio futuro». Ha espresso il proprio ringraziamento alla Regione, alla Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio dell’Umbria e ai beneficiari dei programmi precedenti, che con i loro rimborsi rendono possibili nuovi interventi.

L’estensione degli interventi a favore delle studentesse universitarie rappresenta una novità importante della seconda edizione del progetto Sostegno Donna, presentata alla presenza dei Rettori di entrambi gli Atenei di Perugia. Ora infatti iscriversi a un corso di studi universitari sostituisce l’obbligo di residenza quinquennale in Umbria per accedere al sostegno economico della Fondazione. Questa modifica consente di fornire una risposta più tempestiva anche a giovani donne che affrontano difficoltà finanziarie che potrebbero compromettere la continuità e il successo del loro percorso formativo.

La sinergia tra Regione, Fondazione, Università e Fondazioni di origine bancaria umbre si traduce così in un sistema integrato di supporto, teso a proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, favorendo il recupero e la conservazione dell’autonomia economica e della dignità personale.